Ki, meridiani, tsubo, hara: lo Shiatsu ha un suo vocabolario, che arriva dal Giappone e dalla medicina classica cinese. Questo glossario lo spiega in modo semplice e onesto — che cosa indica ogni termine e come entra in una seduta. Se invece vuoi il racconto completo di una seduta, leggi come funziona un trattamento Shiatsu; se cerchi un trattamento a Roma, parti dalla pagina dei trattamenti.
Shiatsu è una parola giapponese che significa «pressione con le dita» (shi = dita, atsu = pressione). Indica una disciplina manuale nata in Giappone nel Novecento: l'operatore porta pressioni con pollici, palmi e gomiti lungo i meridiani e su punti specifici del corpo, per favorire rilassamento, equilibrio e vitalità. In Italia è una disciplina bionaturale (Legge 4/2013): non è una pratica medica, è un sostegno al benessere della persona.
Nella tradizione estremo-orientale, il ki (in cinese qi) è l'energia vitale che scorre nel corpo lungo i meridiani: quando è abbondante e fluisce liberamente, la persona sperimenta vitalità e benessere. Il lavoro dello Shiatsu consiste proprio in questo: favorire, attraverso le pressioni, un fluire più libero e armonioso del ki.
I meridiani sono i canali in cui, secondo la medicina classica cinese, scorre il ki: i principali sono dodici, disposti simmetricamente sui due lati del corpo, ciascuno collegato a una funzione vitale. Nello stile di Shizuto Masunaga, uno dei riferimenti dello Shiatsu praticato alla Scuola Il Fiume, la mappa dei meridiani è estesa e percorre tutto il corpo.
Gli tsubo sono i punti in cui l'energia affiora in superficie e dove si portano le pressioni: il termine giapponese indicava in origine un «vaso», una piccola cavità. Corrispondono in larga parte ai punti usati dall'agopuntura, ma nello Shiatsu vengono sollecitati soltanto con la pressione delle mani.
L'hara è l'addome: per la cultura giapponese non è solo una zona del corpo ma la sede della vitalità della persona, e il centro da cui l'operatore trae stabilità e forza durante il trattamento. L'ascolto dell'hara è anche uno degli strumenti con cui l'operatore percepisce la condizione energetica di chi riceve.
Kyo e jitsu sono i due termini con cui lo Zen Shiatsu descrive ciò che le mani incontrano: kyo è il vuoto, una zona che chiede di essere nutrita con pressioni profonde e sostenute; jitsu è il pieno, un eccesso che chiede di essere disperso con tocchi più dinamici. L'ascolto di kyo e jitsu guida l'intero trattamento.
Il trattamento Shiatsu è la seduta individuale: si riceve vestiti, su un futon, senza oli né creme, e dura almeno 60 minuti. La dicitura «massaggio Shiatsu» è di uso comune ma impropria: lo Shiatsu non usa le manipolazioni dei tessuti tipiche del massaggio, solo pressioni e allungamenti. Per il racconto completo di una seduta, leggi come funziona un trattamento Shiatsu.
Il futon è il tradizionale materasso giapponese, sottile e compatto, steso a terra: è la superficie su cui si svolge il trattamento Shiatsu. Lavorare a terra permette all'operatore di usare il peso del corpo, non la forza muscolare, per portare pressioni stabili, profonde e confortevoli.
La pressione è il gesto fondamentale dello Shiatsu: perpendicolare, costante e portata con il peso del corpo, mai con la forza. È graduale e calibrata sulla persona — non supera la soglia del dolore — e per questo il trattamento risulta profondo ma confortevole.
Con meccanismi di autoguarigione — o, più precisamente, di autoregolazione — si indica la capacità naturale dell'organismo di ritrovare da sé il proprio equilibrio: è la risorsa su cui lo Shiatsu lavora. Le pressioni non «aggiustano» dall'esterno: favoriscono un rilassamento profondo in cui il corpo può riattivare le proprie risorse. Per questo lo Shiatsu può affiancare un percorso di cura, ma non lo sostituisce.
Tokujiro Namikoshi (1905–2000) è il fondatore dello Shiatsu moderno: aprì la prima scuola a Tokyo nel 1940 e nel 1964 ottenne dal Ministero della Salute giapponese il riconoscimento dello Shiatsu come pratica autonoma e distinta. Il suo stile lavora su punti precisi del corpo, con riferimento all'anatomia e alla fisiologia occidentali.
Shizuto Masunaga (1925–1981), psicologo e ricercatore giapponese, è il padre dello Zen Shiatsu: riportò la disciplina alle radici della medicina classica cinese, estese la mappa dei meridiani a tutto il corpo e introdusse i concetti di kyo e jitsu. Lo Zen Shiatsu è uno dei riferimenti principali dello stile praticato e insegnato alla Scuola di Shiatsu Il Fiume.
Yuji Yahiro è un maestro giapponese tra i pionieri dello Shiatsu in Italia, dove insegna dagli anni Settanta: è il riferimento della tradizione del Meiso Shiatsu e del dojo Ten Jin Chi di Colbordolo. Ai suoi insegnamenti si sono formati per circa dieci anni i fondatori della Scuola di Shiatsu Il Fiume, Alfredo D'Angelo e Oriana Viozzi: è da questa tradizione, insieme ai riferimenti di Masunaga, che nasce lo stile praticato e insegnato alla scuola.
«Disciplina bionaturale» è la definizione con cui in Italia si inquadrano pratiche come lo Shiatsu: attività per il benessere e la qualità della vita, distinte dalle professioni sanitarie. L'operatore Shiatsu esercita come libero professionista ai sensi della Legge 4/2013, che regola le professioni non organizzate in ordini o collegi.
L'operatore Shiatsu è il professionista che pratica i trattamenti: non è un medico né un fisioterapista, ma una figura autonoma formata in percorsi pluriennali — lo standard di riferimento è un triennio di circa 800 ore, come il corso di formazione professionale della Scuola Il Fiume. Al termine del percorso può iscriversi ai registri professionali di categoria.
APOS (Associazione Professionale Operatori Shiatsu) è una delle principali associazioni di categoria italiane: tiene il registro professionale degli operatori, definisce gli standard formativi e rilascia l'attestazione di qualità prevista dalla Legge 4/2013. Il diploma della Scuola Il Fiume consente l'iscrizione diretta ad APOS come Socio Professionista Certificato.
Una nota di onestà: dietro questi termini c'è una visione tradizionale dell'energia e del corpo, non un linguaggio medico. Lo Shiatsu li usa per orientare l'ascolto e le pressioni — e agisce sostenendo i meccanismi naturali di autoregolazione della persona, senza fare diagnosi né sostituire le cure.
Il corso di formazione triennale della Scuola di Shiatsu Il Fiume: 800 ore in tre livelli, standard europeo, diploma con iscrizione diretta ad APOS.
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